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Un gusto strano tra le gambe Oramai oggi non ci facciamo più caso, il sesso è diventato talmente propagandato che lo trovi tranquillamente nei supermarket come nelle bancarelle di periferia. Te lo spiattellano in faccia in tutte le salse. Puoi condirlo con spezie di ogni genere e assaporarlo a colazione, pranzo, cena, ma anche a merenda se vuoi, tanto ce n’è in quantità. Per tutti i gusti. È un piacere che si scioglie in bocca o ti entra dentro, lasciandoti entrare, a sua volta, in un’esperienza indimenticabile. Veramente ne scrivono di cazzate su quei giganteschi cartelloni pubblicitari, ma questa le supera tutte, anche perché non è proprio riportata su un cartellone qualsiasi, di quelli all’ingresso delle grandi città, bensì è stampata nella mente di ogni essere umano. Abbiamo la sfortuna di ragionare per slogan, per cliché, e quando ci ficchiamo in testa qualcosa poi per toglierla ci vuole la misericordia di Dio. Quando c’è di mezzo il sesso tutto, purtroppo, si complica incredibilmente perché il sesso, per la stragrande maggioranza della gente, è una specie di oggetto volante non identificato, quasi una via di mezzo tra un fantastico incantesimo e un maleficio, tra una carezza e un ceffone che ti lascia la forma del cinque bella rossa in faccia. È l’unico vero travolgente contatto che abbiamo con la vita eppure, una miriade di volte, ci toglie qualcosa a quella vita: la voglia di viverla! Ora, visto che siamo in tema di favole, ti racconto com’è nato il sesso parlando di Adamo ed Eva. C’era una volta, un sacco di tempo fa, un immenso spazio incontaminato, formato da acqua viscosa, chiamato oceano primordiale.

Era la culla della vita, il luogo da cui è partito tutto e, come tutte le cose che si ripetono, ogni bambino e ogni bambina che nascerà lo farà lasciandosi dondolare nel liquido amniotico della mamma, tiepido e avvolgente, così com’era, in origine, l’oceano primordiale milioni di anni fa. A un certo punto accadde però, per una serie di meccanismi alquanto strani legati ai raggi del sole, alle tempeste magnetiche e alla combinazione tra loro di azoto, carbonio, idrogeno ed ammonio, che si formò prima il DNA, poi le prime cellule. Devi sapere che le primissime forme di vita, le cellule primordiali, se ne stavano sole solette, ciascuna per i fatti suoi, a nuotare libere nello spazio immenso. Ogni volta che i raggi del sole le colpivano, però, le scheggiavano in qualche modo, quasi come se le bucherellassero un pochino. All’inizio non ci pensavano, perché a loro serviva, e parecchio, il calore di quei raggi. Essi, colpendo le macromolecole che stavano nell’acqua, le frammentavano. Di quei minuscoli frammenti loro potevano cibarsi, crescere e, quindi, vivere. Man mano che quegli stessi raggi le sfioravano, loro, le cellule, si facevano sempre più male. Ora forse bisognava cominciare a pensarci. Era un fenomeno piuttosto singolare, come insolito era il fatto che quando due cellule si trovavano vicine, si toccavano appena e venivano sfiorate dai raggi del sole, le ferite che restavano addosso erano sempre più piccoline, quei buchetti sempre più invisibili. Allora le altre cellule che se ne stavano sole solette pure loro e vedevano questa cosa cercarono di fare lo stesso. Via via sempre più cellule, zitte zitte, si avvicinarono l’una all’altra, come calamite, fin quasi ad abbracciarsi.

Accadeva un piccolo ma suggestivo miracolo quando stavano vicine. Diventavano più forti. Diventavano migliori. La vita faceva loro meno male. Com’era forte la cellula che si formava e nasceva nel silenzio di quell’abbraccio! Evidentemente in quegli istanti le cellule si scambiavano qualcosa, una parte dell’una andava all’altra e viceversa. Questo scambio, molte volte, dava vita ad un’altra cellula senza che, magari, le due cellule se ne rendessero conto. Quello che ti ho descritto è il primo, originale, “rapporto sessuale”. Lo so, è un tantino squallido se lo poniamo in riferimento ad un bel letto nella stanza più lussuosa di un hotel a cinque stelle, ma forse lo è un tantino di meno se lo rapportiamo ad un’automobile parcheggiata in un luogo scuro e isolato. Comunque sia è proprio così che è nato il desiderio di stare vicini e di scambiarsi qualcosa che potesse andare da una parte ad un’altra e viceversa. Il sesso è nato per permettere agli esseri viventi di essere migliori. Peccato invece ne abbiamo fatto uno strumento che, molte volte, riesce a tirare fuori il peggio di noi, la parte più brutta, quella che allontana anziché unire. Se penso che tante storie tra i ragazzi finiscono male proprio dopo la loro prima volta mi viene da piangere. Dovrebbe essere il momento più bello, quello che sancisce la scoperta della propria intimità, e invece provoca solo noia, magari disgusto, voglia di cambiare esperienza, persona e di ricercare un’emozione che man mano, giorno dopo giorno, persona dopo persona, diventa sempre più irraggiungibile per non ricordarla quasi più. Il sesso possiede un potere strano e pericoloso: sa essere una vera ossessione, condizionando pesantemente tutti i comportamenti umani, e se non viene capito nel modo giusto può essere causa di pericolosissime malattie. Adesso provo a darti una piccola chicca. Devi sapere che se non fosse per il braccio corto del cromosoma Y al mondo esisterebbero solo ed unicamente femmine.

Non so qual è il tuo bagaglio di nozioni in materia di genetica però ti ricordo semplicemente che nel DNA di ogni essere umano, cioè il cuore delle cellule formato da cromatina, una sostanza composta da zuccheri, basi azotate e fosfato ed assai simile per colore alla cromatina usata dai calzolai per le scarpe, ci sono 46 cromosomi. Si tratta di corpuscoli, a forma di salsicciotti, che contengono i geni da cui dipendono tutti i caratteri somatici, ossia fisici, che noi abbiamo. Di questi 46 cromosomi, 44 sono detti autosomi, mentre 2 sono quelli sessuali. Questi ultimi nei maschi sono XY, mentre nelle femmine XX. Come puoi notare hanno molto in comune maschi e femmine: un bel cromosoma X! Devi tuttavia sapere che mentre il cromosoma X è bello grande, il cromosoma Y è assai piccolino. Chi comanda in qualche modo è proprio l’X. In effetti le donne ci comandano, pensiamoci, non sono affatto un sesso debole. Quando lo spermatozoo e la cellula uovo si incontrano, magari subito dopo che il profilattico si è bucato oppure che lei ha dimenticato di prendere la pillola (scherzo, ovviamente), ognuno di loro si porta dietro un bagaglio di soli 23 cromosomi. Non appena si attaccano l’uno all’altra si forma lo zigote, che di cromosomi ne contiene 46. Quando lo zigote si impianta e fa il suo bel nido nella zona di utero più confortevole si duplica, si quadruplica, si decuplica fino a diventare una pallina sempre più grande chiamata blastula e poi una ancora più grande chiamata morula e man mano un qualcosa sempre più grande che alla fine diviene embrione. Una cosa importante, che voglio davvero non dimentichi mai, è quella che sto per dirti. Tieniti forte perché non se ne sente parlare tutti i giorni e non è nemmeno facile da accettare. Il perché lo capirai più avanti. Per ben sei settimane, le prime sei settimane di vita, l’embrione, ogni singolo embrione del mondo, è ermafrodito. Mamma mia che parolaccia ho usato! In realtà volevo dire bisessuale, ma forse è la stessa cosa. Poi c’è da dire che al giorno d’oggi vanno di moda i transessuali, i viados, e questa cosa ha un significato. Comunque, forse, è meglio che ne parliamo dopo. Dicevamo, invece, che per ben sei settimane ogni embrione è bisessuale, possiede contemporaneamente sia la caratteristica maschile che quella femminile. È sia maschio che femmina.

Ti dicevo prima del cromosoma Y e del suo braccetto corto. Bene, se dopo le sei settimane non accadesse nulla ogni embrione diventerebbe una femmina. La natura è femmina e vuole che ogni essere vivente sia tale. Questo perché la femmina è in grado di creare, mentre il maschio non può farlo, vero? Direi di sì, anche se mi si potrebbe tranquillamente obiettare che senza il seme maschile nessuna femmina potrebbe mai e poi mai generare figli. Anche questo è vero. Purtuttavia mi si può controbbiettare che, tra qualche anno, tramite le cellule staminali, le femmine potranno prodursi i loro semi maschili e, quindi, potranno generare figli a loro piacimento, facendo serenamente a meno dello stantuffo ormai quasi fuori moda. Insomma, è tutto un pochino confuso, ma lo è veramente nella testa della gente. Ecco perché cercheremo noi di mettere, piano piano, un po’ d’ordine a tutto questo ambaradan. Mentre negli embrioni geneticamente femmine, cioè con i cromosomi sessuali XX, tutto procede abbastanza regolarmente, negli embrioni con i cromosomi XY alla fine della sesta settimana il braccetto microscopico del cromosoma Y decide di fermare quel fiume in piena che porterebbe l’embrione ad essere inevitabilmente femmina, dirottando l’incessante cascata biologica perché smetta un attimo di diventare femmina e cominci a diventare maschio. Immagina veramente una cascata che scorre impetuosa dalla vetta della montagna sino giù a valle. Non è mica facile fermarla, o anche solo arginarla. Ci vuole davvero una grande forza e diciamo che il cromosoma Y non si tira indietro davanti a questo compito micidiale.

Quello che può fare è arginarla in modo via via sempre diverso e sicuramente mai del tutto, nel senso che da quelle femmine che la natura vuole e che invece geneticamente hanno scritto dentro sé che diventeranno maschietti, ci saranno maschi di diversissima entità, di diversissimo grado, anche se esternamente saranno tutti unicamente maschi. Nessun maschio del mondo sarà mai uguale in termini di mascolinità ad un altro maschio, perché in ciascuno ci sarà, in grado diverso ma ci sarà, una dose più o meno grande di femminilità.
Questa diventerà passione per la poesia, la danza, la cucina, il trucco, il cinema o il travestimento. Questo è ancora da vedere ma sicuramente nessun maschio sarà mai un maschio puro, semplicemente perché la natura non lo ha previsto. Non possiamo parlare di sesso se non partiamo da qui, da una verità difficile da accettare e difficile da credere. Una verità che fa del sesso, forse, la cosa più libera in assoluto che esista mai e che per secoli la cultura ha mortificato, violentandolo nella sua profonda essenza e facendone un tabù da corrompere ad ogni costo attimo dopo attimo, stagione dopo stagione, generazione dopo generazione.